Disciplinamento della società e crescita dell’intolleranza nell’Europa del Cinque – Seicento
Sia nel mondo protestante che in quello cattolico si assistette a un grande processo di disciplinamento della società, in particolare di quella rurale, fino allora caratterizzata in buona parte da pratiche superstiziose e convinzioni precristiane.
- Tale disciplinamento aveva lo scopo di controllare capillarmente la vita delle popolazioni e il suo risultato fu una società più compatta, culturalmente meno differenziata e maggiormente incline a obbedire alle autorità costituite.
- La prima socializzazione era fornita dalla famiglia e subito dopo dalle scuole di dottrina cristiana per proseguire poi con i collegi gesuiti dell’Europa cattolica o di Oxford e Cambridge.
- Attraverso la confessione, poi, la Chiesa acquisì il monopolio del controllo delle coscienze e dunque una potente influenza sociale.
Il clima di rigoroso controllo portò anche all’influenzamento delle idee e quindi a volte a comportamenti di dura intolleranza, che colpirono minoranze come eretici, le “streghe” e gli ebrei, ritenute una minaccia per l’ordine e la stabilità sociale.
La caccia alle streghe fu molto intensa tra Cinquecento e Seicento; gli ebrei furono espulsi da alcuni Stati e accolti in altri, ma la discriminazione nei loro confronti crebbe notevolmente ovunque; essi furono costretti a risiedere nelle città, in quartieri chiusi chiamati “ghetti”, uno di questi sorse a Venezia.