Il Concilio di Trento e le sue deliberazioni
Nel 1545 furiunito a Trento un concilio ecumenico, fatto che suscitòsperanze sulla possibile riunificazione della cristianità. Bisognava deciderese affrontare prima i problemi relativiagli abusi nella Chiesa o se dare laprecedenza alle questioni dottrinali.
- Fu posta subito la questione fondamentale della salvezza eterna, che si concluse con la condanna della tesi luterana della giustificazione per sola fede. Questa presa di posizione istantanea quasi, mise fine a ogni possibilità di dialogo con i protestanti.
- In questo modo il concilio, convocato per conciliare le posizioni contrastanti, si concluse con la definizione della dottrina cattolica, contribuendo a fissare per secoli le frontiere di una lunga guerra di posizione tra le diverse confessioni cristiane.
- Oltre all’importanza delle opere venne ribadito il fatto che la rivelazione divina non era contenuta soltanto nelle Sacre Scritture ma anche in una tradizione orale affidata all’interpretazione delle autorità ecclesiastiche e del papa.
- Furono riconfermati tutti e 7 i sacramenti.
- Il Concilio emanò dei decreti che si proponevano di affrontare gli abusi in materia di disciplina ecclesiastica e di avviare un’opera di moralizzazione della Chiesa. Fu imposto anche ai vescovi e ai preti l’obbligo di residenza nella circoscrizione loro affidata.
- Si stabilì anche che il clero delle parrocchie dovesse ricevere un’adeguata preparazione attraverso scuole specifiche, i seminari e che i suoi rappresentanti fossero tenuti a costituire un modello di moralità.
- I lavori del Concilio si conclusero in modo frettoloso, affidando al papa il compito di redarre un catechismo ufficiale da distribuire a tutti i parroci, per aiutarli a svolgere correttamente la funzione pastorale.
- A Papa Pio IV (1559-65) venne assegnato il compito della pubblicazione di un indice dei libri proibiti, oltre che una “professione di fede tridentina” che riepilogasse le decisioni del consiglio.