L’evoluzione del Papato e della Chiesa Cattolica dopo il Concilio
La vita personale dei papi della Controriforma venne improntata a una seria moralità, che toccò il culmine con Paolo IV e Pio V. La curia romana, invece di essere smantellata come chiedevano da secoli molte tendenze riformatrici, fu rafforzata.
Il papa, capo della Chiesa universale era uscito consolidato dal Concilio di Trento, poiché si era fornito di un ottimo apparato dirigente di tutti i vari campi in cui egli potesse operare, economico, religioso etc.
Negli ultimi tempi, d’altra parte, la situazione finanziaria della Chiesa romana si era fatta piuttosto difficile, e per questo motivo il papato post-tridentino dedicò grande attenzione al consolidamento dello Stato e alla politica fiscale.
Simbolo e strumento della svolta fu la riorganizzazione del senato cardinalizio. Sisto V (1585-90) lo trasformò in una serie di commissioni o congregazioni, dotate innanzitutto di poteri consultivi.
Esse erano incaricate di sbrigare compiti burocratici, la cura dell’approvvigionamento granario o il controllo della stampa. La più importante era la Congregazione del Sant’Uffizio, che assisteva il papa nel suo compito di giudice supremo in processi di eresia.
La riforma dello Stato della Chiesa comportò l’accentramento di potere da parte del papa. I papi di questo periodo si dedicarono a migliorare l’amministrazione, per condurre una politica di prestigio e di costante presenza nei conflitti di religione.
La Penisola e tutta l’Europa cattolica furono coperti da una rete di rappresentanti diplomatici, i nunzi pontifici. Lo Stato della Chiesa fu diviso in sei Legazioni, affidate al governo di altrettanti cardinali, e fu organizzata una flotta per proteggere le coste dalla pirateria musulmana.
La revisione di tutti i titoli di nobiltà e una severa politica fiscale misero fuori gioco gran parte della nobiltà, ma la resistenza e le carestie, alimentarono il fenomeno del banditismo.
Una delle espressioni più significative della Riforma cattolica fu la nascita di nuovi ordini religiosi, sorti prima, durante e dopo il Concilio di Trento con l’obiettivo di riaffermare l’autorevolezza della Chiesa sul piano morale e diffondere capillarmente il messaggio cristiano presso il popolo.
Fra essi vanno citati:
- Cappuccini con il loro fondatore Matteo da Bascio che si rifacevano alla tradizione francescana di povertà assoluta.
- Teatini, che si dedicavano alla cura delle anime
- Orsoline, che aprirono la via della missione di carità nel mondo anche alle donne
- Somaschi e i Barnabiti, dediti all’insegnamento e all’educazione dei giovani.
- Ignazio di Loyola, che istituì la Compagnia di Gesù (1540).
Scrisse un manuale che avrà molto “successo” gli “EserciziSpirituali” e nel 1540 la regola per l’approvazione del suo movimentofu accettata; nacquero quindi i gesuitisi distinsero per l’attività missionaria di evangelizzazioneintrapresa in tutto il mondo e per l’operaeducativa svolta nei collegi, strutture dedicate proprioall’istruzione dei figli delle classi dirigenti. Importante ricordare che questa compagnia acquistò notevole importanza a livello politico riuscendo a conquistare lafiducia dei padri degli “studenti” e quindi a creare un legame prezioso con laclasse dirigente.