Giovan Battista Marino: Donna che si pettina
Donna che si pettina, testo poesia + riassunto interpretazione.
Onde dorate, e l’onde eran capelli,
navicella d’avorio un dì fendea;
una man pur d’avorio la reggea
per questi errori preziosi e quelli;
e, mentre i flutti tremolanti e belli
con drittissimo solco dividea,
l’òr delle rotte fila Amor cogliea,
per formarne catene a’ suoi rubelli.
Per l’aureo mar, che rincrespando apria
il procelloso suo biondo tesoro,
agitato il mio core a morte gìa.
Ricco naufragio, in cui sommerso io moro,
poich’almen fur, ne la tempesta mia,
di diamante lo scoglio e ‘l golfo d’oro!
L’immagine dei «capelli» della donna amata, proveniente dal petrarchismo richiama al gioco metaforico ricco di risonanze: i capelli,appunto, paragonati alle «onde» del mare, «dorate» nel gioco della trasferimento delle luci e dei colori. Altra metafora è quella del pettine, che diventa una«navicella d’avorio.
Proseguendo, a metà della seconda quartina, la metafora chiama in causa la tematica amorosa, l’amore che trasforma i capelli in catene,nelle quali l’amante resta imprigionato, travolto quasi da quel mare tempestoso che lo conduce alla «morte».
Questa drammaticità tuttavia perde ogni drammaticità, risolvendosi in un «naufragio» che placa la «tempesta» nei preziosi elementi, nelchiasmo dell’ultimo verso.