Decameron: Proemio e Peste

Proemio

Temi chiave:

  • Dovere di consolare gli afflitti soprattutto se per amore
  • La condizione infelice delle donne
  • Il progetto del Decameron

Nel proemio l’autore esprime le cause che lo spingono a comporre il Decameron e indica il pubblico a cui esso è rivolto; questo è identificato dalle donne escluse dall’alta cultura, “quelle che amano”. Lo dedica ad esse poiché soffrono e perché hanno meno possibilità che gli uomini di svolgere determinate attività o sfogarsi. La caratteristica principale dell’opera è che vuole essere un mezzo di intrattenimento e non di dottrina o di educazione religiosa e morale come molti altri poemi; infatti è di motivo amoroso.

L’opera pur non essendo riservata al pubblico colto segue la tradizione letteraria in volgare, destinato ad un pubblico vasto e appartenente anche all’aristocrazia cittadina o alle élite borghesi. Nelle novelle è presente una costante attenzione da parte di Boccaccio alle condizioni della donna e le costrizioni a cui essa è condannata in ambito familiare e non solo. Boccaccio si concentra anche sulla virtù e la Fortuna che diventano elementi capaci di imporre il dominio umano sul reale.


La Peste

Temi chiave:

  • Il rispetto per la verità storica
  • La descrizione della peste
  • La disgregazione della società

Nell’ introduzione Boccaccio afferma che la peste è stato il motivo per il quale ha potuto scrivere il Decameron. Racconta, inoltre, tutti i sintomi della malattia( gonfiori ascellari ed inguinali), febbre alta e macchie scure sulla pelle.

La sua volontà di rispettare la verità storica e di legare alla sua narrazione la realtà, lo spinge a raccontare dettagliatamente il fenomeno della Peste a Firenze. Un suo obiettivo è quello di contrapporre il quadro cupo della peste con l’immagine della piacevole brigata dei giovani in un insieme di sfumature di chiaroscuro.

Questa contrapposizione ha anche un significato più profondo, in quanto si ricollega al nucleo centrale che caratterizza il Decameron, cioè la dissoluzione di tutte le leggi sociali che agli occhi dell’autore sembravano sacre. L’idea di questi giovani che si allontanano dalla città sconvolta dalla peste, è proprio cercare di ricomporre attraverso questi racconti, banchetti e danze, la socialità che è stata distrutta dall’epidemia.

Boccaccio spiega inoltre i comportamenti sociali delle persone di fronte alla peste, dicendo che tutti quanti abbandonano i propri cari, addirittura i propri figli. Molte persone si comportano da sciacalli, aiutando i moribondi per potersi accaparrare le loro ricchezze.

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