Il Consolidamento del Principato e la Dinastia Flavia

Il consolidamento del principato

Quando Augusto muore nel 14 D.C. a Nola il principato era ormai accettatto da tutti ma si temeva che organi come l’aristocrazia senatoria potevano riacquisire lo spazio perduto in ambito politico insieme ai militari che continuavano a detenere un’enorme potere di fatto.

Con l’apertura delle tensioni tra Senato, principe e militari la plebe veniva anch’essa coinvolta nello schierarsi da una parte. Il vero problema però era la successione di Augusto poiché non aveva figli maschi e non aveva un potere unico ma deteneva un’insieme di cariche attribuite. Augusto nel 4 d.c. aveva indicato Tiberio come valido generale e che sposò per costrizione la figlia Giulia facendogli conferire la POTESTA’ TRIBUNIZIA (inviolabilità personale) e IL COMANDO PROCONSOLARE (controllo esercito e province).

Dopo che il Senato accettò Tiberio, figlio adottivo di Augusto, come principe, si pensò all’idea di una successione dinastica anche se non era prevista dalla legge e dato che Tiberio veniva dalla gens Claudia si fuse il nome con Giulia andando a definire la dinastia GIULIOCLAUDIA. Tiberio continuò a nutrire l’erario e in politica estera mirava a espandersi con l’appoggio del nipote Germanico. Egli cercò di collaborare con il Senato ma senza successo. Istituì anche il Tribunale di Lesa Maestà con il quale poteva condannare chiunque secondo lui sospettasse di voler fare una congiura nei suoi confronti. Morì nel 37 d.c. e il senato non gli riservò l’apoteosi (cerimonia solenne con la quale si deificavano gli eroi defunti e gli imperatori romani ancora viventi).

Tiberio scelse come successori Gaio Cesare (CALIGOLA) e Tiberio Gemello; nella sua breve durata Caligola cercò di trasformare il principato in una monarchia orientale e aumentò le tasse instaurando dopo anche un regime tirannico e sanguinario. Ucciso finalmente nel 41 d.c. da una congiura si optò stavolta per la scelta di Claudio come successore, fratello di Germanico.

Egli rafforzò ulteriormente il principato alleandosi con il Senato e istituendo uffici che affidò a LIBERTI, ovvero schiavi liberati dopo un atto giuridico. Estese la cittadinanza romana a molte province tra cui la Gallia e in politica estera portò alla conquista di molti altri territori tra cui la britannia meridionale nel 42-43 D.C.

La situazione che aveva dato che possedeva 2 mogli non era delle migliori, e una di queste, non Messalina ma Agrippina lo avvelenò non solo per gelosia ma per affrettare a successione di NERONE nel 54 d.c.

Nerone era nelle mani di tre suoi tutori, ma emerse soprattutto dopo aver ucciso BRITANNICO, legittimo erede del titolo di principe e poi uccise anche la madre Agrippina nel 59 d.c. Attuò una politica davvero terribile seguendo le orme di Caligola e istituendo anche i giochi neroniani oltre che a farsi costruire una villa grandissima la DOMUS AUREA. (Attuò anche un’opera di svalutazione della moneta). Da ricordare che condannò a morte Pietro e Paolo (gli apostoli) poiché pensava fossero loro la causa dell’incendio di Roma.

Da molte parti dell’impero vi erano rivolte contro Nerone fino a che in Spagna nella rivolta decisiva dove il legato Galba nel 68 d.c. si mosse verso Roma dichiarandolo nemico dello stato. Nerone, ormai senza speranze si suicida.



La Dinastia Flavia

Con la morte di Nerone iniziò la crisi del principato, infatti si succedettero quattro imperatori in un solo anno; il Senato nominò Galba come principe, ma venne poco dopo ucciso da alcuni pretori e al suo posto nominarono Salvio Otone.

Tuttavia le legioni romane della Germania si schierarono insieme a Aulo Vitellio mentre quelli del Danubio dell’Oriente dell’Africa si schierarono con Galba. Vitellio sceso in Italia settentrionale riuscire a sconfiggere l’esercito rivale ma pochi mesi dopo le legioni orientali preferirono il generale Tito Flavio Vespasiano e scontrandosi con quelle di Vitellio vinsero imponendolo come nuovo imperatore.

L’assenza di un progetto per il ritorno alla Repubblica era segno che il Principato si era radicato nella coscienza comune tanto da non far pensare più ad un ritorno al passato. Il Senato si ritrovò alla fine costretto ad accettare gli imperatori imposti dagli eserciti. Anche se è Vespasiano manifestava rispetto verso il Senato con un’apposita legge egli si fece assegnare tutti i poteri nelle sue mani,  inaugurando un periodo storico chiamato impero Romano.

Vespasiano attuò una politica di stabilità interna che mirava alla pace e alla sicurezza delle città, costruì importanti opere pubbliche tra cui il Colosseo, ampliò il diritto di cittadinanza romana, mentre il figlio Tito conquistava Gerusalemme intorno al 70 dc.

Alla morte di Vespasiano 9 anni dopo  Tito gli successe aiutando anche le popolazioni colpite dall’eruzione del Vesuvio; egli morì poi di malattia nel 81 dc.

Il fratello minore Domiziano che ottenne ottimi risultati costruendo una fascia protettiva  tra il Reno e il Danubio Contro le popolazioni barbariche.

Il terreno in quelle zone era  assegnato ai soldati, questi appezzamenti si chiamavano agri decumates  poiché i soldati dovevano pagare una decima, ovvero una parte del raccolto. Lungo il confine chiamato limes venne istituita una linea fortificata e grazie al generale Agricola venne consolidato il dominio romano in Britannia.

Domiziano  dimostrandosi troppo “assolutista”, represse i suoi oppositori, ma in una congiura del 96 dc venne assassinato e con la sua morte si concluse la Dinastia Flavia.

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