La Nascita Di Roma

Nella culla del Lazio: I Latini

I latini erano stanziati nell’area fra il basso corso del Tevere e i colli Albani e fondarono numerosi villaggi. Le comunità latine erano indipendenti una dall’altra ma avevano due importanti fattori di coesione:

  • parlavano la stessa lingua;
  • praticavano culti religiosi comuni.

Il culto più noto è quello che veniva celebrato periodicamente da alcune comunità in un luogo dei colli Albani dove in seguito sorse il tempio di Giove laziale. Questa comunione di tipo religioso diventò col tempo un’alleanza difensiva e  politica, la Lega latina.

Verso il II secolo a.C. vi fu una spinta all’urbanizzazione delle comunità latine; i principali villaggi Tivoli, Aricia, Alba Longa  cominciarono ad assumere l’aspetto di centri urbani. Alba Longa rimase la più potente città latina, ma a poco a poco ne emerse un’altra: Roma.

Il racconto mitico

Le origini di Roma si rifanno a due tradizioni. Una, di origine greca che collegava la nascita della città a Enea, l’eroe troiano scampato alla distruzione della sua città da parte dei greci. La seconda, era una tradizione locale, basata su Romolo e Remo. Le due tradizioni vennero in seguito collegate e rese coerenti tra loro.Tra questi il più grande poeta della latinità, Virgilio (I secolo a.C.), che nel poema Eneide racconta l’antefatto della nascita di Roma dalla fondazione: era il 753 a.C., secondo la tradizione, l’anno zero del calendario romano.

Da Enea a Romolo

Secondo la leggenda che si consolidò, dunque, Enea e un gruppo dì profughi troiani giunsero, dopo lungo peregrinare per mare, sulle coste del Lazio. Qui Enea sposò Lavinia, figlia di un re locale, e fondò la città di Lavinio, dalla quale poi sorse Alba Longa. Passarono così alcune generazioni, finché un giorno un discendente dì Enea, Rea Silvia, sacerdotessa e figlia del re dì Alba Longa Numitore, fu violentata dal dio della guerra Marte e concepì due gemelli, Romolo e Remo. In quel periodo il trono di Numitore era stato usurpato dal fratello Amulio che per evitare rivendicazioni da parte di eredi legittimi, fece gettare nel Teiere Romolo e Remo. Ma la cesta che portava alla deriva i neonati si incagliò in un’ansa dei fiumi, dove essi furono allattati da una lupa e poi accuditi dal pastore Faustolo e da sua moglie Acca Larenzia. Una volta cresciuti Romolo e Remo tornarono ad Alba Longa, uccisero Amulio rimisero Numitore sul trono. I gemelli decisero poi di fondare una nuova città sul colle palatino, presso il quale la lupa li aveva salvati. Scrutarono quindi volo degli uccelli, capace di la volontà degli dèi, e tracciarono i confini sacri della città. Tra i due sorse però un litigio e Remo fu ucciso, secondo alcune versioni da Romolo stesso, secondo altre nello scontro fra rispettivi sostenitori. In ogni caso Romolo divenne il primo re della città e le diede il nome Roma.

La fusione con i sabini (IL RATTO DELLE SABINE)

Roma era scarsamente popolata e mancava soprattutto di donne. Romolo allora all’inganno: con un espediente fece rapire molte giovani donne della popolazione dei sabini , che furono costrette a diventare mogli dei romani. I Sabini minacciarono guerra a Roma ma vennero fermati dalle loro stesse mogli. Dopo il ratto, Tito Tazio governò insieme a Romolo.

Una posizione strategica,nel Lazio e in Italia

La città di Roma e la sua origine sono caratterizzati da tre elementi che andavano a suo vantaggio; geografico, economico e strategico:

1) il fiume

2) la vicinanza al mare

3) la centralità nella penisola.

La vicinanza del fiume e del mare

Intorno al IX/VIII secolo a.C. alcune comunità di latini si insediarono sui colli a ridosso del Tevere, altre invece, data la zona paludosa a ridosso del fiume, si stabilirono sulle cime dei “colli saluberrimi” e su di essi (Esquilino, Celio, Quirinale, Viminale, Campidoglio, Aventino), nacquero piccoli villaggi di capanne, abitati da pastori e agricoltori.

Il Tevere, che era navigabile, costituiva un naturale sbocco al mare per le popolazioni dell’interno. Il corso del fiume corrispondeva inoltre alla via del sale , che dalle saline sulla costa portava appunto il • sale nelle regioni interne. Le saline si trovavano vicino alla foce del fiume, a Ostia: Roma ne assumerà presto il controllo e vi costruirà un vero e proprio porto.

I traffici lungo il Tevere si intensificarono con il crescere della città e questo è il terzo fattore (la centralità dell’area) che caratterizzò l’antica Roma.

Il tratto del Tevere presso Roma, pertanto, era destinato ad avere una crescente importanza sia economica come luogo di passaggio e scambio di prodotti agricoli e artigianali, sia culturale come punto d’incontro per genti di provenienza e civiltà diverse. Chi controllava il guado teneva dunque in pugno le comunicazioni.

Dall’aggregazione dei villaggi prende forma una città, sorse infatti poi un primo nucleo urbano. Roma, quindi, non nacque, piuttosto prese forma poco alla volta dall’aggregazione di nuclei preesistenti.

La fase della monarchia: re latini e re etruschi

La prima forma di governo di Roma fu la monarchia, (753-509 a.C.) In questo periodo avrebbero governato sette re.

Vi furono altri sovrani, di cui non si è conservata memoria,ma i principali appunto furono questi 7:

 

7_re_di_roma

Di fronte a questo ennesimo misfatto si levò una rivolta guidata da Bruto e Collatino, che portò alla cacciata del re e alla costituzione della repubblica. Era il 509 a.C.

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