Lo Spazio Ed Il Tempo

Narrazione e descrizione

La narrazione e la descrizione presentano caratteristiche assai diverse tra loro, soprattutto nei contenuti e nelle modalità espressive.

La narrazione, infatti, consiste nell’esposizione di avvenimenti che contribuiscono a far procedere l’azione nel tempo; al contrario, la descrizione costituisce un momento di pausa nell’azione narrativa, durante la quale sono rappresentati luoghi, personaggi, situazioni.

Le funzioni della descrizione

L’ambiente oggetto di una descrizione può essere assai vario: aperto o chiuso, limitato a uno spazio ristretto oppure amplissimo. Può trattarsi di un luogo reale, indicato con riferimenti geografici e rappresentato a immagine della realtà, oppure inesistente e frutto della fantasia dell’autore. La vicenda può inoltre svolgersi in un solo luogo o in più luoghi diversi. In ogni caso, i luoghi nei quali l’autore ambienta la storia non sono scelti casualmente, ma la descrizione dello spazio è funzionale alla narrazione, cioè assume un valore particolare a seconda dello scopo che l’autore vuole raggiungere.

La funzione più elementare di una descrizione è quella di creare un effetto di realtà tale da fare da sfondo agli eventi, permettendo al lettore di calarsi nell’ambiente o di trovarsi di fronte al luogo descritto. Un quartiere, un mercato, un locale pubblico, ad esempio, consentono così di rappresentare le caratteristiche sociali dell’ambiente e di presentare i protagonisti in un contesto che li determina esattamente.

I luoghi possono avere un ruolo determinante nel creare la particolare atmosfera che li caratterizza.

La descrizione dello spazio ha funzione focalizzatrice quando rispecchia lo stato d’animo dei personaggio ne mette a fuoco il carattere e la psicologia.

La descrizione dello spazio ha funzione simbolica quando rappresenta un’idea, un tema o un’ideologia; vuole, cioè, comunicare al lettore un concetto astratto, importante per la comprensione approfondita del testo.



L’uso dei sensi nella descrizione

Lo spazio viene percepito attraverso i cinque sensi: la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto, il gusto. Nella narrazione il senso prevalente è quasi sempre la vista, per mezzo della quale l’autore osserva gli oggetti e ne rappresenta le forme, i colori, le luci, la disposizione nello spazio. Le descrizioni più complete ricorrono anche agli altri sensi: l’udito per cogliere suoni acuti o profondi, melodie o rumori fastidiosi; il tatto per avvertire le sensazioni che la pelle trasmette al contatto con le cose (la freschezza del vento, il calore del sole, la levigatezza della pelle…); l’olfatto e il gusto per percepire odori, aromi, sapori.

Tuttavia, sono piuttosto rare le descrizioni in cui l’autore impiega tutta la gamma delle percezioni sensoriali; più spesso egli focalizza la sua attenzione su uno o due sensi che gli permettono di ritrarre solo quegli elementi che egli ritiene funzionali alla narrazione.

Lo scrittore ricorre a un linguaggio figurato: attraverso l’uso della personificazione («il mare si rifugia e dorme››) e della sinestesia (procedimento retorico che consiste nell’associare, all’interno di un’unica immagine, sostantivi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse, come nell’espressione «colore sala- to» che accosta i due sensi della vista e del gusto), egli trasmette sensazioni ed emozioni suscitate dall’ambiente.

Il tempo della storia e il tempo del racconto

Nel romanzo e nel racconto la dimensione temporale ha una grande importanza, quindi, per comprendere il funzionamento del meccanismo narrativo, dobbiamo capire come l’autore risolva il problema della distribuzione nel tempo degli eventi narrati. Possiamo individuare due tipologie di tempo all’interno di una narrazione:

– il tempo della storia (TS), cioè l’epoca in cui i fatti si svolgono e la loro durata (un giorno, un mese, due anni);

– il tempo del racconto (TR), cioè le modalità della distribuzione del tempo nella strutturazione dell’intreccio, considerando se l’autore rispetta la cronologia o la ignora completamente, se compie passaggi repentini avanti o indietro, se omette alcuni episodi ecc.

La durata Narrativa

La temporalità del racconto, cioè la sua durata, è caratterizzata da artifici che lo scrittore adotta nel momento in cui deve condensare nelle pagine del suo testo scritto un’azione narrativa che si sviluppa nel tempo. In un testo narrativo possiamo distinguere cinque forme della durata.

– Nella scena, in cui il tempo della storia ha una durata uguale a quella del tempo del racconto, lo scrittore descrive l’evento “in tempo reale”. Di solito vi sono presenti il dialogo fra due o più personaggi, i discorsi di una folla o il monologo recitato da un personaggio.

– Nel sommario, in cui il tempo del racconto ha una durata inferiore a quella del tempo della storia, il narratore riassume i fatti in modo più o meno sintetico. Con questo artificio il tempo del racconto si contrae perché in poche righe sono narrati eventi sui quali l’autore non intende dilungarsi.

– Nell’analisi, in cui il tempo del racconto ha una durata superiore a quella del tempo della storia, il ritmo della narrazione rallenta. Ciò accade, in generale, quando l’autore rappresenta con abbondanza di particolari un fenomeno che nella realtà si verifica in tempi più brevi, soprattutto per esplorare la psicologia di un personaggio o per esprimerne le riflessioni.

– Anche nella pausa il tempo del racconto ha una durata superiore a quella del tempo della storia. Ciò accade, ad esempio, quando viene introdotta la descrizione di un luogo o di un personaggio e quando vengono inserite spiegazioni o informazioni (digressioni) su un personaggio. Tuttavia, i confini fra l’analisi e la pausa sono assai sottili e non sempre è possibile distinguere le due tecniche.

– Nell’ellissi si ha la soppressione di un periodo di tempo (di parecchi anni oppure di pochi minuti): tale periodo viene passato sotto silenzio dal narratore e non vi corrisponde alcuna narrazione. Ciò accade quando l’autore ritiene inutile riferire gli eventi, perché insignificanti, oppure non vuole svelare particolari che costituiranno il colpo di scena finale.

Il ritmo del racconto

Il ritmo della narrazione non è mai costante, ma presenta rallentamenti o accelerazioni che sottolineano le situazioni e caratterizzano lo stile dello scrittore. Si possono pertanto così schematizzare le principali relazioni fra tempo della storia (TS) e tempo del racconto (TR).

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