I Concetti Elementari Di Informatica (2)

Precauzione: non è un riassunto, è più un trattato sulle basi di informatica, quindi diciamo è solo per chi ci capisce bene di informatica…😂. non per chi ha poco tempo per studiare 😄

I Concetti elementari di informatica

Il termine informatica (dal francese informatique, contrazione di information automatique, informazione automatica) è spesso identificato, anche se non del tutto correttamente, con la traduzione dell’inglese computer science, scienza dei calco latori. Sono state date tante definizioni di informatica; alcune, molto sintetiche, parlano di scienza delI ‘informazione o di scienza della rappresentazione e delI’eIaborazione deIl’informazione.

Quando parliamo di informatica i due concetti fondamentali sono: l’algoritmo e l’informazione.

L’algoritmo è un procedimento risolutivo di un problema che, partendo da una situazione iniziale, attraverso una serie di passi arriva a una situazione finale che è la soluzione del problema.

ll procedimento deve essere quindi attuato da un esecutore che interpreta i passi (in inglese step) che portano alla soluzione del problema; gli step successivi, che permettono di arrivare all’obiettivo prefissato, devono essere comunicati all’esecutore sotto forma di istruzioni in un linguaggio a esso comprensibile.

Si può notare che il linguaggio utilizzato dal lettore della ricetta è fondamentale.

Il secondo concetto fondamentale è quello di informazione che spesso è fatto

coincidere con quello di dato.

  • L’informazione è un dato, o un insieme di dati, interpretati in un determinato contesto.
  • In un computer occorre prima di tutto distinguere ciò che è hardware da ciò che è software.
  • Con hardware (dall’inglese ferramenta) si intende ciò che nel computer è “pesante” ed è quindi materialmente visibile: i componenti elettronici interni, le periferiche, i cavi di collegamento tra le parti che lo compongono.
  • ll software è viceversa ciò che è”leggero” indispensabile per far compiere all’hardware le azioni desiderate; ne fanno parte tutti quei programmi che sono utilizzati dall’utente, tra i quali i programmi applicativi e il sistema operativo. ll sistema operativo è il programma che permette all’utente di poter utilizzare le risorse della macchina.



Il firmware consiste invece in una serie di procedure software, memorizzate permanentemente nella ROM (Read Only Memory), che realizzano alcune funzioni di base per il corretto funzionamento della macchina, tra cui per esempio quelle che permettono la gestione dei dispositivi di input/output.

La modifica del firmware è eseguita da utenti particolarmente esperti solo quando sono necessari aggiornamenti per il corretto funzionamento di nuovi dispositivi collegati al computer.

I campi di applicazione dei computer

1) Calcolo

ll computer esegue sempre dei calcoli, indipendentemente dall’ambito nel quale è inserito; tuttavia in alcune applicazioni la funzione di calcolo è maggiormente evidente.

I computer che sono utilizzati per questo tipo di applicazioni devono possedere CPU (acronimo dall’inglese Central Processing Unit) molto veloci in grado di eseguire il più alto numero di operazioni nell’unità di tempo e trattare dati numerici con la maggior precisione possibile. Esempi di applicazioni possono essere:

– realizzazione di modelli matematici che riproducono un determinato fenomeno, per esempio per determinare le previsioni del tempo.

– calcolo delle strutture in cemento armato di una costruzione;

– determinazione della traiettoria di un corpo celeste.

2) Office automation

Rientrano in questo ambito tutte le applicazioni che rendono possibile l’automazione dei lavori svolti all’interno di un ufficio.

Ai computer utilizzati in questo settore non sono normalmente richieste caratteristiche particolari; nel caso di sistemi di gestione di database, i requisiti che le macchine devono avere riguardano la capienza dei dischi, che devono essere abbastanza grandi da contenere i dati del database, e la possibilità di comunicare velocemente questi dati, per evitare ritardi nelle risposte alle interrogazioni degli utenti. Esempi di applicazioni possono essere:

– trattamento di testi (in inglese word processing);

– fogli elettronici (in inglese spreadsheet);

– presentazioni assistite dal calcolatore;

– sistemi di gestione di basi di dati (in inglese database) per l’archiviazione di informazioni;

– applicazioni gestionali perla gestione della contabilità e della fatturazione.



Comunicazione

La comunicazione è il campo di applicazione dei computer che negli ultimi anni ha avuto maggiore diffusione. Tutti i computer hanno la possibilità di comunicare purché abbiano una scheda di rete che permetta la trasmissione del segnale sui cavi che li collegano fisicamente o attraverso l’aria con un collegamento wireless.

Una rete permette a un insieme di computer di comunicare tra di loro; esempi di

tipologie di rete possono essere:

– rete locale: insieme di due o più computer collegati in modo permanente che comu-

nicano su distanze brevi, nell’area di un ufficio o di un palazzo di un’azienda;

– rete privata: è realizzata con linee dedicate che collegano tra loro i computer di

banche, grandi industrie, organismi statali e privati;

– rete mondiale o Internet: collega a sua volta reti di computer. I più diffusi servizi

che sono offerti sono la navigazione nel Web, la posta elettronica, il trasferimen-

to di file, la chat, i servizi del cosiddetto Web 2.0, tra i quali i social network.

Nell’ambito della rete Internet è sempre più ampiamente utilizzato il cloud computing;

consiste nella possibilità di memorizzare ed elaborare dati con strumenti hardware e

software che non sono localizzati sul computer utilizzato, ma sono distribuiti nella rete.

3) Controllo (CAD E CAM)

4) Disabilità

L’informatica offre numerose opportunità a persone con disabilità, sia per quanto riguarda i dispositivi hardware sia per quanto concerne il software orientato in modo specifico. In questo campo la tecnologia ha compiuto notevoli progressi, migliorando in moltissimi casi la qualità di vita di queste persone. Esempi di ausili hardware che possono essere collegati al computer sono:

– sensori di tipo eterogeneo: azionati tramite pressione, sfioramento o addirittura con la semplice contrazione di un muscolo o la chiusura di una palpebra. Questi ausili consentono, anche a persone con ridottissime capacità motorie, di azionare dispositivi, come un giocattolo o un proiettore di diapositive;

– tastiere dalla particolare ergonomia: con tasti di dimensioni maggiorate o in numero ridotto, con diversi tipi di azionamento che possono richiedere una pressione che va dal semplice sfioramento all’applicazione di una

forza anche notevole. Questi dispositivi permettono specifiche personalizzazioni in funzione della particolare tipologia di disabilità motoria;

– dispositivi di puntamento specifici: al posto del tradizionale mouse possono essere usate trackball molto grandi,joystick particolari, o ancora dispositivi applicati al capo che, basati su tecnologie a raggi infrarossi o ultrasuoni, consentono di interagire con il cursore sullo schermo. Vi sono infine sistemi di puntamento

basati sull’interpretazione dello sguardo, in cui il puntatore è spostato seguendo il movimento delle pupille;

– sistemi di riconoscimento vocale: possono sostituire mouse e tastiera consentendo di inviare comandi e di dettare testi solamente tramite la voce.




Esempi di software specifico sono:

– servizi su Internet: la rete offre a una persona con limitate capacità motorie occasioni di partecipazione e di integrazione; la persona disabile può inviare e ricevere mail, partecipare a gruppi di discussione, accedere a siti di contenuto culturale, prelevare libri, giornali e riviste;

– software educativo (edutainment): può essere un valido supporto per un percorso di recupero, almeno parziale, nel caso di persone con disabilità mentale o con disturbi dell’apprendimento. l software multimediali possono aiutare al

recupero di disturbi quali la dislessia ola disgrafia, al consolidamento dei prere quisiti necessari per affrontare la scuola primaria o secondaria di primo grado, all’apprendimento della matematica, al raggiungimento di un maggiore grado di autonomia, allo sviluppo di strategie di memoria.

4) Intrattenimento (console,dvd….)

Che cos’è un computer?

ll computer è lo strumento che, nella storia della tecnica, ha subìto la trasformazione ela diffusione più rapida e imprevedibile anche per gli addetti ai lavori; ne sono la prova due affermazioni di autorevoli dirigenti delle maggiori industrie di computer a livello mondiale. Un dispositivo elettronico in particolare ha contribuito in modo determinante a questa evoluzione: il microprocessore.

Anche i computer sono sistemi a microprocessore che tuttavia, a differenza degli esempi precedenti, presentano caratteristiche di adattamento ai più svariati campi di applicazione. È infatti possibile definire un computer nel modo seguente:

Un computer è una macchina programmabile in grado di produrre dati in output attraverso l’elaborazione di dati forniti in input.

Un programma è un insieme di istruzioni la cui esecuzione in sequenza produce la risoluzione di un determinato problema.

Le istruzioni devono essere trasmesse al computer in un linguaggio a esso comrensibile, detto lin ua io macchina, costituito da comandi molto semplici, per esempio”somma due valori’§ oppure “sposta il valore presente alla posizione A nella posizione B’, oppure ancora “verifica se l’ultima operazione eseguita ha generato un riporto”.

Personal computer

L’espressione personal computer (PC) è sempre più utilizzata al posto del termine computer. ln effetti il PC è il sistema largamente più diffuso grazie alle sue caratteristiche di economicità, di facilità di utilizzo e di spazio occupato. Le caratteristiche tecniche che lo portano a essere una macchina realmente general purpose lo rendono facilmente integrabile negli ambiti più disparati: da quello casalingo, dove può essere utilizzato per lo svago, come una sofisticata macchina da scrivere o come strumento di ricerca e di comunicazione attraverso il collegamento

al Web, a quello aziendale, dove la possibilità di creare reti di personal computer riesce a soddisfare molteplici esigenze che vanno dalla contabilità alla gestione del magazzino, alle tipiche applicazioni di ufficio.



Le tipologie di PC attualmente commercializzate sono le seguenti:

– desktop: sono i computer da scrivania (in inglese desktop) e si distinguono in desktop propriamente detti, nei quali il case (dall’inglese contenitore) dei compo nenti elettronici del computer è orizzontale e si poggia normalmente sul piano di lavoro, e tower, per i quali il case è verticale e viene di solito messo direttamente sul pavimento. l desktop non sono agevolmente trasportabili e per funzionare richiedono il collegamento permanente a una presa di corrente elettrica;

– all-in-one: hanno caratteristiche del tutto analoghe ai desktop, ma presentano l’ìntegrazione del monitor nel case che ospita la motherboard e le altre schede. Per le loro caratteristiche di compattezza, questi computer sono più o

meno ”trasportabili” anche se hanno un peso ancora abbastanza considerevole e la tastiera separata;

– portatili (laptop): utilizzano componenti di dimensioni molto ridotte che assorbono una limitata quantità di corrente. Questi componenti permettono di assemblare macchine che possono essere comodamente trasportate all’interno di una valigetta e possono funzionare, grazie a una batteria ricaricabile, anche in assenza di collegamento alla rete elettrica;

– notebook: presentano caratteristiche assimilabili ai portatili su dimensioni ancora più ridotte; quando sono aperti occupano alI’incirca lo spazio di un foglio A4;

– netbook: si tratta di una particolare categoria di notebook di dimensioni ridotte, che non sono più in produzione a causa deII’awento dei tablet. Sono computer destinati a utenti non professionali e particolarmente adatti per la

videoscrittura e l’utilizzo di Internet.

Personal Digital Assistant (PDA) e smartphone

Il PDA è un computer nato dall’evoluzione delle agende elettroniche, dispositivi che integrano una rubrica, un calendario, un orologio e un’agenda che dà la possibilità di memorizzare note e appuntamenti. La caratteristica principale di questo apparecchio è la sua dimensione molto contenuta, tanto da poter essere racchiuso nel palmo della mano (da cui il nome palmare). Per motivi di spazio non è presente la tastiera e pertanto I’input è fornito o tramite una penna che tocca lo schermo tattile (in inglese touchscreen) o direttamente con le dita; è inoltre possibile sincronizzare i dati con un altro computer utilizzando le porte bluetooth e USB.

II PDA può inoltre essere utilizzato come telefono cellulare, grazie al collegamento GPRS integrato che permette anche di utilizzare i servizi di Internet come la posta elettronica, il trasferimento di file e la navigazione nel Web.

– Lo smartphone, il telefono intelligente , è un telefono cellulare sul quale è possibile installare applicazioni

come ad esempio la navigazione in Internet, I’emaiI, la pianificazione delle attività, il riproduttore audio e video.

Gli smartphone prevedono la connessione dati a banda larga con i protocolli 3G, UMTS o 4G, la navigazione satellitare con GPS ela compatibilità coni più comuni formati di file, come PDF, e quelli della suite Microsoft Office.

Tablet

Il tablet combina le caratteristiche di maneggevolezza del netbook con la potenza di calcolo di un notebook; in alcuni casi ha una tastiera posizionata sotto lo schermo touchscreen che viene fatto ruotare per poter accedere ai tasti

ll nome deriva dalla forma del dispositivo.

Utilizzando un tablet è possibile, ad esempio, leggere libri in formato elettronico (ebook), scaricare applicazioni (apps), gestire le mail e interagire all’interno dei social network, collegarsi alla rete con le tecnologie della telefonia mobile (2G, 3G,4G) o attraverso un collegamento Wifi.

Il mercato dei tablet ha avuto un notevole impulso a partire dal 2010 con la commercializzazione dell’iPad della Apple, che ha riscosso subito una grande popolarità a causa della sua facilità di utilizzo e della notevole varietà di applicazioni che possono essere installate su di esso. Un’alternativa ai tablet Apple è costituita dai tablet con il sistema operativo Android, un sistema operativo sviluppato esplicitamente per dispositivi mobili che ha la caratteristica di essere open source; in sostanza, il codice sorgente che implementa il sistema può essere liberamente modificato.



Mainframe

ll termine mainframe deriva dalla cornice metallica che era presente intorno a tali computer. I mainframe realizzano lo schema di elaborazione centralizzato, secondo il quale a un elaboratore centrale sono collegati un grande numero di terminali, 500 e oltre, non dotati di capacità di calcolo autonoma, che devono interagire con la macchina centrale per l’esecuzione dei programmi e la fruizione delle risorse.

Introduzione ai sistemi operativi

I primi computer erano programmati direttamente in codice binario. La CPU era in grado di eseguire un solo programma alla volta e all’interno del codice il programma- tore doveva inserire anche le istruzioni in linguaggio macchina, che permettevano al microprocessore di interfacciarsi con le periferiche di input/output. Con l’evoluzione dei sistemi di elaborazione e la sempre maggiore offerta di dispositivi collegati ai computer, è nata l’esigenza di avere un’interfaccia verso le risorse del sistema facilmente utilizzabile anche da persone non esperte. Tale interfaccia è costituita dal sistema operativo, componente fondamentale dell’elabora- tore che possiamo definire nel modo seguente:

l’esigenza di un’interfaccia semplice da utilizzare, o user friendly, è nata nel momento in cui il computer è diventato uno strumento largamente utilizzato anche da persone non dotate di particolari competenze dal punto di vista tecnico, come accade per esempio nell’automazione di ufficio; a vantaggio di questi utenti, l’aspetto grafico con il quale i sistemi operativi attuali si presentano richiama la consueta scrivania. La funzione del sistema operativo è quindi quella di agire da intermediario tra uno o più utilizzatori del computer e quello che il computer può offrire, sia in termini di dispositivi sia in termini di programmi disponibili, facendo in modo che l’utente, o il programma- tore, non debbano preoccuparsi di come queste risorse realmente funzionano. ln questo periodo i sistemi operativi più diffusi per i PC sono Microsoft Windows, Linux nelle sue numerose distribuzioni e Mac OS X per quanto riguarda i compu- ter Apple. Nell’ambito dei dispositivi mobili come smartphone e tablet i sistemi operativi più utilizzati sono Android, Apple i0S e Microsoft Windows Phone.

Il sistema operativo Microsoft Windows

Attualmente Microsoft Windows è il sistema operativo più usato, anche se da al- cuni anni, sia per motivi tecnici sia per motivi economici, i sistemi operativi Linux stanno diventando sempre più diffusi. La versione 1.0 di Windows fu messa in commercio a partire dal 1985 come am- biente grafico di MS DOS, il primo sistema operativo della Microsoft, che utilizzava solamente la tastiera come periferica di input per i comandi; oltre a fornire all’u tente un’interfaccia grafica amichevole e accattivante e la possibilità di utilizzare il mouse, permetteva l’esecuzione successiva di più applicazioni, passando da una all’altra senza doverle terminare e successivamente rilanciare. L’interfaccia grafica, che era stata introdotta nei computer Apple Macintosh e successivamente adottata da Microsoft, nasconde all’utente i meccanismi interni del sistema, semplificando notevolmente l’interazione uomo-macchina. Nel corso degli anni Microsoft Windows si è evoluto con il rilascio di nuove versioni, nelle quali sono stati corretti malfunzionamenti riscontrati nelle versioni precedenti e sono state aggiunte nuove funzionalità. Non possiamo quì analizzare in dettaglio le funzionalità, molto complesse, di un sistema che è estremamente articolato e per il quale esistono voluminosi manuali; ci limiteremo a prendere in esame solo alcuni aspetti, facendo riferimento alla versione 7 di Windows. Come già era accaduto per le versioni Windows XP eVista, in Windows 7 è rivolta una particolare attenzione all’utente casalingo, che spesso utilizza applicazioni multimediali per creare, per esempio, le proprie personali compilation musicali, o per navigare in rete allo scopo di acquisire informazioni che sono di suo interesse. Queste applica- zioni multimediali si integrano completamente con i dispositivi di produzione e ripro- duzione, come macchine fotografiche digitali, riproduttori di MP3 e masterizzatori. La possibilità di condividere risorse all’interno di una rete locale aziendale, o di una piccola rete domestica, è un altro aspetto caratteristico di questo sistema operativo: dopo aver collegato in rete due o più PC, diventa semplice poter ac- cedere in modo automatico a stampanti e dispositivi remoti e a raccolte di file di qualsiasi tipo memorizzati su altri computer. ln una piccola rete domestica che, per esempio, collega un PC desktop dotato di stam- pante con un portatile, è possibile creare un Gruppo Home facendo clic su Start/ Pannello di controllo/Gruppo Home.



L’interfaccia utente di Microsoft Windows 7

Come abbiamo già detto, l’utilizzo del computer da parte di persone non parti- colarmente esperte ha portato a una notevole evoluzione nelle modalità di collo- quio tra il sistema e l’utente. I sistemi operativi dei minìcomputer e dei primi personal computer, come Unix e Microsoft MS DOS, presentavano un’interfaccia a linea di comando, attraverso la quale l’utente impartiva comandi alla macchina utilizzando la tastiera. Nel sistema Unix, per esempio, per visualizzare il contenuto del documento miofiIe.txt, l’utente deve digitare, dopo il prompt del sistema rappresentato dal carattere “$’ il seguente comando: $ cat miofile.txt È evidente che questo tipo di interfaccia presenta numerosi svantaggi e non è di immediato utilizzo per i non esperti. L’introduzione del mouse ha rivoluzionato il modo di interagire con il computer: l’utente non digita più comandi complicati, ma compie le azioni desiderate semplicemente spostando il puntatore del mouse sugli oggetti presenti sullo schermo e facendo clic con i tasti destro e sinistro. Esaminiamo ora le caratteristiche principali dell’interfaccia utente di Windows 7. Quando il sistema ha completato le operazioni di bootstrap è visualizzata la schermata di Iogon attraverso la quale l’utente che vuole accedere al sistema deve autenticarsi mediante username e password.

Il desktop

Se le credenziali fornite sono corrette, appare il desktop, cioè l’ambiente di lavoro che, utilizzando la metafora della scrivania, permette all’utente di interagire con le risorse messe a disposizione dal computer. Esaminiamo nel dettaglio gli elementi principali del desktop.

Sƒondo del desktop

L’aspetto del desktop può essere personalizzato dall’utente: moltissime proprietà del desktop, come per esempio l’immagine visualizzata, la forma del puntatore del mouse, la risoluzione dello schermo, possono essere modificate facendo clic con il tasto destro del mouse e selezionando nel menu contestuale la voce Personalizza.

Icone

Le icone sono immagini create in modo automatico o manuale, che rappresen-

tano collegamenti a numerosi oggetti presenti nel sistema. ll doppio clic su un’i-

cona permette di lanciare l’applicazione alla quale è collegata, oppure di aprire

una finestra. Per spostare un’icona può essere utilizzata la tecnica del drag and

drop (dall’inglese trascina e rilascia): si seleziona l’icona con il pulsante sinistro del

mouse e, tenendolo premuto, la si sposta nella posizione desiderata.



Ecco alcuni esempi di icone:

– Computer: collegamento a una finestra dalla quale è possibile accedere alle risorse del computer;

– Cestino: collegamento a una finestra che contiene i file cancellati; per elimina- re definitivamente i file dall’hard disk è necessario fare clic con il tasto destro sull’icona e selezionare Svuota cestino;

-Icona di collegamento: questa icona, che può essere identificata dalla presenza su di essa di una freccia, è utilizzata per aprire in modo immediato file o programmi ai quali si accede frequentemente. Un collegamento (o link) è un’icona che rimanda a un altro elemento e un doppio clic su di esso apre l’elemento al quale fa riferimento. L’eliminazione di un’icona di collegamento non rimuove l’elemento originale. Possiamo avere icone di collegamento a un programma oppure a una cartella.

Barra delle applicazioni

Nella barra delle applicazioni compaiono diversi elementi. Nell’angolo in basso a sinistra troviamo il pulsante Start facendo clic con il tasto sinistro su di esso, si apre il menu Start, che può essere organizzato secon- do le preferenze dell’utente. Nella parte sinistra del menu compaiono:

– le icone delle applicazioni che sono state aperte di recente: puntando con il

mouse sull’icona corrispondente a un’applicazione, si apre la jump list, un

elenco degli ultimi file, cartelle o siti Web aperti con quell’applicazione;

– il pulsante Tutti i programmi: puntando il mouse su di esso, si apre l’elenco dei programmi che possono essere lanciati con un clic;

– la casella Ricerca, all’interno della quale può essere digitato il nome di un file, di una cartella, di un programma o di una mail memorizzati all’interno del computer. Durante la digitazione sono visualizzati gli elementi che contengono il testo digitato fino a quel momento nel nome del file e all’interno del file stesso.

Nella parte destra del menu compaiono:

– pulsanti che rimandano a cartelle che contengono i riferimenti a file personali,

alla finestra che contiene i link alle risorse del computer, al Pannello di con-

trollo, alla finestra di gestione dei dispositivi, alla guida di utilizzo del sistema;

– il pulsante Arresta il sistema serve per spegnere il computer. La freccia a de-

stra consente di aprire un menu che comprende le seguenti voci:

– Cambia utente: con questa modalità si può accedere al computer con un altro utente senza disconnettere l’utente corrente. Nel caso in cui un utente decida di arrestare il sistema, tutti i lavori aperti dagli utenti connessi vengono persi;

– Disconnetti: chiude la sessione di lavoro di un utente; a disconnessione av- venuta è presentata la schermata di logon;

– Blocca: permette di bloccare l’accesso al computer da parte di altri utenti; quando si fa clic su questo pulsante compare la schermata iniziale dove è visualizzata la richiesta della password. Questa modalità è molto utile quando l’utente si assenta per un breve periodo dalla postazione; per riprendere la sessione è necessario immettere la password dell’utente che ha bloccato il computer;

– Riavvia il sistema: il sistema viene riawiato senza togliere l’alimentazione;

– Sospendi: la modalità di sospensione è un’alternativa allo spegnimento del computer. La quantità di energia elettrica consumata è molto bassa, in quanto sono spenti il monitor e la ventola del microprocessore ed è mantenuto il contenuto della memoria centrale; non è indispensabile salvare i lavori aperti, anche se è consigliabile. Nel caso dei computer portatili, se la batteria è prossima a esaurirsi, i file aperti sono salvati sull’hard disk; il normale funzionamento è ripristinato premendo il pulsante di accensione;

– lbernazione: è molto simile alla modalità di sospensione, con la differenza che tutti i lavori aperti sono automaticamente salvati; la quantità di energia consumata è la più bassa possibile. Per ripristinare il sistema, occorre premere il pulsante di accensione.



Nella barra delle applicazioni sono presenti inoltre:

– la barra degli strumenti di Awio veloce, in cui compaiono le icone di applicazioni che possono essere awiate con un solo clic del mouse;

– i programmi e documenti aperti: ogni icona presente nella zona centrale della barra delle applicazioni indica un’applicazione aperta; puntando il mouse su un’icona compare un’anteprima a dimensioni ridotte delle finestre aperte per l’applicazione corrispondente. Per espandere sul desktop una finestra, occorre fare clic sull’anteprima relativa, mentre un successivo clic determina la riduzione della finestra sulla barra delle applicazioni;

– l’area di notifica: comprende l’orologio e un gruppo di icone che indi- cano lo stato di alcuni elementi, come il livello di carica della batteria se si tratta di un portatile o la presenza di connessioni wireless. Altre icone consentono di impostare i parametri di alcuni dispositivi, come per esempio il volume dell’altoparlante.

Infine, sul desktop si trovano i gadget: esempi di gadget sono la visualizzazione dell’orologio e i due indicatori della percentuale di RAM e di CPU utilizzate nell’istante corrente. I gadget sono programmi che richiedono limitate risorse elaborative e che permettono di ottenere informazioni rapidamente o avere un accesso veloce agli strumenti più utilizzati. Per personalizzare ulteriormente l’aspetto del desktop, è possibile scaricarne di nuovi dalla rete e installarli.

Le finestre

Gli elementi fondamentali di una finestra sono i seguenti:

– barra del titolo, che visualizza il nome del programma e del documento aperti;

– barra degli indirizzi, che visualizza il percorso corrente mediante collegamenti separati da frecce;

– pulsante che riduce la finestra a icona nella parte centrale della barra delle applicazioni;

– pulsante che ingrandìsce la finestra a tutto schermo;

– pulsante di chiusura della finestra;

– pulsante per tornare alla finestra precedente;

– pulsante per andare alla finestra successiva;

– barra dei menu, attraverso la quale si accede alle funzionalità disponibili all’in-

terno della finestra;

– pulsante Aggiorna per aggiornare il contenuto della finestra; casella di ricerca di elementi all’interno della finestra;

barra distato, che fornisce informazioni sulle opzioni selezionate;

– barra di scorrimento verticale, che consente di muoversi quando il contenuto del documento o l’output dell’applicazione non possono essere visualizzati interamente; se necessario, può essere anche visualizzata la barra di scorrimento orizzontale;

– bordo, attraverso il quale è possibile modificare le dimensioni della finestra.

Le finestre sono attive una alla volta ed è possibile aprirne contemporaneamente

più di una per poi dimensionarle, spostarle e renderle visibili sullo schermo nella

maniera più adeguata; si può attivare una finestra semplicemente facendo clic

su di essa, aprendola dalla barra delle applicazioni, o utilizzando la tecnica dello

scorrimento delle finestre 3D, che vedremo in seguito. Le azioni che possono es-

sere eseguite su una finestra sono lo spostamento e la modifica delle dimensioni.

Spostamento e modifica delle dimensioni.



Per spostare una finestra è sufficiente fare clic con il mouse sulla barra del titolo e, tenendo premuto il tasto sinistro, spostare la finestra nella posizione desiderata. Per ingrandire la finestra a tutto schermo, occorre fare clic sul pulsante Ingran- disci . Quando una finestra è a tutto schermo, può essere riportata alle di- mensioni originali facendo clic sul pulsante Ripristina , che si trova al posto del pulsante Ingrandisci. Per modificare a piacimento le dimensioni, la finestra non deve essere a tutto schermo. ll puntatore del mouse deve essere posizionato su un bordo della fi- nestra e quando l’aspetto del puntatore diventa quello di una freccia a doppia punta, si può trascinare il bordo per allargare o stringere la finestra; se è selezionato l’angolo, sono mantenute le proporzioni tra altezza e larghezza.

Riduzione a icona e chiusura

È sufficiente fare clic con il mouse rispettivamente sui pulsanti Riduci a icona e Chiudi

Passaggio da una finestra a un’altra

Sono possibili diverse tecniche:

– fare clic sull’icona della barra delle applicazioni, che si riferisce alla finestra che si vuole rendere attiva;

– premere contemporaneamente i tasti aìt + tab: con questa tecnica si passa da una finestra all’altra, e quando è visualizzata in primo piano la finestra desiderata, è suf- ficiente rilasciare il tasto tab;

– premere contemporaneamente i tasti logoWindows + tab: questa tecnica è detta Scorrimento 3D. Per selezionare la finestra desiderata occorre premere ripe- tutamente tab, tenendo sempre premuto il tasto logoWindows.

Gestione attività

Premendo contemporaneamente i tasti ctrl + alt + canc o facendo clic con il tasto destro del mouse sulla barra delle applicazioni, si apre la finestra di Gestione atti- vità, con la quale è possibile visualizzare le applicazioni, i processi e i servizi attivi sul computer e monitorare le prestazioni della CPU, la percentuale di utilizzo della memoria, lo stato della rete e gli utenti connessi al computer. Quando un’applicazione si blocca e non accetta input, è possibile terminare manualmente il programma utilizzando Gestione attività; premendo contempora- neamente i tasti ctrl + alt + canc, si seleziona la voce Gestione attività e nella scheda Applicazioni si seleziona Termina attività.

Pannello di controllo

Un elemento fondamentale per la ge- stione del sistema è il Pannello di controllo, al quale, come abbiamo visto, si accede attraverso il menu Start. Attra verso questa funzionalità è possibile impostare i parametri per un corretto funzionamento dell’hardware e del sof- tware installato sul computer. Esaminiamo ora alcune operazioni che possiamo eseguire attraverso il Pannello di controllo: la visualizzazione delle caratteristiche del computer, l’attivazìone di un nuovo account utente e l’installazione di una nuova stampante.

Visualizzazione delle caratteristiche del computer

Facendo clic sull’icona Sistemi del Pannello di controllo si visualizzano alcune caratteristiche del computer, tra le quali il tipo di processore, la quantità di memoria RAM installata, il tipo di sistema (a 32 o 64 bit), il nome del computer e l’indicazione se il sistema operativo è originale. Particolarmente interessan- te l’lndice di prestazioni Windows, che valuta con un punteggio le prestazioni dei componenti principali del sistema. l parametri valutati sono il numero di calcoli al secondo del processore, le operazioni al secondo eseguite dalla memoria RAM, le prestazioni della scheda video e della grafica 3D e la velocità di trasferimento dei dati dell’hard disk. ll punteggio ottenuto, compreso tra 1 e 7,9, è determinato dal punteggio parziale più basso e garantisce l’esecuzione di software, con punteggio minore o uguale, progettato per la specifica versione di Windows.

Attivazione di un nuovo account utente

Un account definisce le azioni permesse a un utente del sistema, che comprendono i file ai quali si può accedere e le modifiche che si possono apportare all’hardware e al software del computer; inoltre, l’account memorizza le impostazioni personalizzate dell’utente, come per esempio l’aspetto del desktop. L’organizzazione degli utenti in account permette la condivisione delle risorse del computer garantendo contemporaneamente la protezione dei dati personali. In una rete, le impostazioni definite da un account possono essere trasferite su qualsiasi computer sul quale si sta lavorando. In Windows 7 esistono tre tipi di account: f: Guest, per utenti che utilizzano il computer occasionalmente, offre un controllo molto limitato; Standard, per gli utenti abituali, che hanno il diritto di utilizzare la maggior parte dei programmi e possono operare modifiche che non coinvolgano gli altri utenti o pregiudichino la sicurezza del computer; Administrator, account per utenti esperti, dà il controllo completo delle funzionalità del computer. L’accesso alle risorse del sistema awiene con uno username, che identifica l’account, e una password, che deve essere mantenuta segreta. Per creare un nuovo account occorre fare clic da Pannello di controllo su Account utente, successivamente su Gestisci un altro account e quindi su Crea nuovo account. Nella finestra successiva deve essere digitato lo username che comparirà nella schermata di Awio di Windows e nel menu Start; inoltre, occorre scegliere se la tipologia associata all’utente è Standard o Administrator. L’utente Guest può essere attivato facendo clic sull’icona corrispondente; per motivi di sicurezza si preferisce mantenere disabilitato |’account Guest, dato che gli utenti non prowisti di account possono accedere al computer utilizzando questo utente che non prevede una password. L’utente è stato creato; a questo punto è consigliabile modificare immediatamente le impostazioni dell’account, in particolare creando la password associata.



Installazione di una stampante

Esistono diverse modalità di collegamento di una stampante a un computer: direttamente al computer, mediante un cavo collegato a una porta USB; e con un collegamento wireless o bluetooth; se attraverso una rete locale, o come stampante di rete, se dotata di scheda di rete, oppure come stampante condivisa, se collegata a un altro computer. Per installare una stampante occorre fare clic da Pannello di controllo su Dispositivi e stampanti, successivamente sulla scheda Aggiungi stampante. Nel nostro esempio abbiamo scelto l’installazione di una stampante di rete: il sistema ricerca automaticamente tutte le stampanti collegate alla rete locale. L’instaIlazione awiene facendo clic sulla stampante prescelta; per verificare l’efficienza del collegamento è possibile stampare una pagina di prova.

Quando nel sistema sono installate più stampanti, una è indicata come predefinita: a questa stampante, se non è specificato diversamente, sono inviati automaticamente i lavori da stampare. Per selezionare la stampante predefinita, occorre selezionare dal menu Start la voce Dispositivi e stampanti e, dopo aver selezionato il menu contestuale con un clic del tasto destro sulla stampante prescelta, scegliere l’opzione Imposta come stampante predefinita.

La gestione dei file

Una caratteristica importante dei computer è la capacità di memorizzare sulla memoria di massa informazioni in modo permanente; la quantità di dati che possono essere memorizzati è potenzialmente infinita, potendo utilizzare supporti rimovibili quali hard disk, CD, DVD, nastri. La gestione di queste informazioni è realizzata in modo specifico da un modulo fondamentale dei sistemi operativi, denominato file system. Il termine file può essere tradotto con la parola archivio: questo concetto richiama una terminologia propria dell’ufficio, quando si vuole indicare un luogo nel quale conservare informazioni. In realtà un file è una struttura più complessa di un semplice deposito di dati; infatti, oltre al contenuto, questa unità informativa presenta un nome, una precisa collocazione all’ìnterno del sistema, eventualmente l’indicazione di chi lo ha creato, e altre informazioni quali la dimensione in byte, la data di creazione, i diritti di accesso. Il tipo di informazione contenuta all’interno di un file può essere di varia natura e si può trattare di un semplice testo, di un codice sorgente di un programma, di un database, di un’immagine in un dato formato grafico e così via. Al fine di poter distinguere i file uno dall’altro, il nome che è assegnato a ognuno di essi da parte dall’utente deve possibilmente richiamare il contenuto informativo del file stesso. Il nome di un file ha la seguente sintassi:

nome . estensione

dove:

– nome: è l’identificatore mnemonico del file, che deve descrivere il più possi bile il suo contenuto. Nel sistema operativo Windows 7 i nomi dei file possono essere lunghi fino a 260 caratteri, compreso il pathname, del quale parleremo successivamente, e non possono contenere i seguenti caratteri:

\ I : * ? ” < > |

– estensione: specifica la tipologia di informazione contenuta nel file. A titolo di esempio, nella tabella sono elencate alcune estensioni possibili.

Le operazioni sui file

Esaminiamo ora le principali operazioni che possono essere eseguite su un file in Windows 7.

Creazione

Per quanto riguarda le directory, la creazione può awenire seguendo strate- gie diverse. Se si vuole creare la cartel- la Materie all’interno della cartella F:\ FamigIia\Andrea\ScuoIa\, un modo può essere quello di fare clic due volte sull’icona Computer e di aprire la cartella F:\Famig|ia\Andrea\Scuola\. Facendo clic con il tasto destro sulla parte destra della finestra, si apre un menu contestuale dal quale bisogna selezionare la voce Nuovo e poi la voce Cartella; compare l’icona di una nuova cartella che occorre rinominare come Materie. Nel caso degli altri file, normalmente la loro creazione awiene attraverso un applicativo specifico, per esempio OpenOffice Calc o Microsoft Word, oppure, se I applicativo è presente nell’elenco, utilizzando il menu contestuale.



Spostamento

l file (o la cartella) può essere spostato da una cartella a un’altra attraverso una delle seguenti sequenze di azioni:

– dopo aver selezionato l’oggetto da spostare, aprire il menu contestuale con il tasto destro del mouse, selezionare Taglia, posizionarsi all’interno della cartella di destinazione e selezionare all’interno del menu contestuale la voce Incolla;

– aprire in un’altra finestra la cartella di destinazione, selezionare l’oggetto da spostare e, tenendo premuto il tasto sinistro del mouse, trascinarlo alI’interno della destinazione (drag and drop). Con il trascinamento, l’oggetto è effettivamente spostato se la cartella che contiene il file e quella di destinazione appartengono alla stessa unità logica (per esempio C:); in caso contrario ne è mantenuta una copia nella cartella di partenza.

Copia

La copia di un file comporta la sua duplicazione e lo spostamento allinterno di un’altra directory; nel caso in cui la memorizzazione del nuovo file awenga nella stessa directory del file di partenza, è necessario cambiare il nome del file Per eseguire la copia, occorre selezionare il file o la cartella, aprire il menu contestuale con il tasto destro del mouse, selezionare Copia, posizionarsi all’interno della cartella di destinazione, fare clic con il tasto destro e infi ne selezionare all’interno del menu contestuale la voce Incolla.

Rínomínazíone

In questo caso bisogna fare attenzione all’eventuale modifica dell’estensìone, che potrebbe causare il non riconoscimento del file da parte dell’applicativo che lo ha generato. Per rinominare un file occorre selezionare l’icona del file con il tasto destro del mouse e nel menu contestuale fare clic su Rinomina.

Cancellazione

Cancellare un file comporta l’elimìnazìone dalla struttura che memorizza l’albero delle directory del riferimento al file che si vuole cancellare, e il conseguente contrassegno dell’area occupata dal file come area disponibile perla memorizzazione di altri file. Per questo motivo, un file cancellato per errore può ancora essere recuperato con appositi strumenti software nel caso in cui le aree all’interno delle quali era stato memorizzato non siano ancora state sovrascritte. La cancellazione può awenire selezionando il file e digitando il tasto CANC; se il file è su un hard disk interno, il file è spostato nel Cestino per essere poi definitivamente eliminato con lo svuotamento del cestino stesso; se invece il file si trova in una periferica collegata a una porta USB, è chiesta una conferma sulla volontà dell’utente di cancellare il file e, in caso di risposta affermativa, viene eliminato definitivamente.

Interrogazione e modifica proprietà

Con un clic del pulsante destro del mouse sull’icona di un file, si apre un menu dal quale si può selezionare la voce Proprietà, che fornisce una serie di informazioni sul file come il path, le dimensioni, le date di creazione, di ultima modifica e di ultimo accesso.

Nella finestra Proprietà, attraverso il pulsante Cambia, può essere modificato l’applicativo con il quale con un doppio clic viene aperto il file. Inoltre è possibile modificare i seguenti attributi del file:

– Sola lettura: indica che il file può essere aperto, ma non può essere modificato; le eventuali modifiche possono essere salvate in un file con un altro nome;

– Nascosto: se selezionato, rende il file non visibile nell’elenco dei file della cartella alla quale appartiene;

– Archivio: indica se il file è stato modificato dall’ultima volta che è stato salvato in un backup.

I programmi di utilità

I programmi di utilità, o utilities, permettono, in generale, di rendere più efficiente l’utilizzo del computer. Questi programmi sono talvolta a corredo del sistema operativo e quindi disponibili con l’installazione del sistema, talvolta sono opera di terze parti, cioè di sviluppatori di software diversi da quelli che hanno programmato il sistema operativo, e pertanto devono essere acquistati e installati a parte. Esamineremo di seguito alcune tra le principali utilità.



Utilità di backup

Le utilità di backup svolgono un ruolo molto importante nella gestione di un sistema. La loro funzione è quella di creare, su supporti magnetici o ottici, copie di salvataggio di dati e in alcuni casi anche di applicazioni presenti sul computer. È opportuno utilizzare periodicamente queste utilità per evitare che problemi di funzionamento dell’hard disk, errori di partizionamento o di installazione del sistema operativo, oppure l’attacco di un virus particolarmente dannoso, rendano impossibile l’accesso ai dati. l.’azione di restore, eseguita dalle utilità, consente di ripristinare i dati eventualmente danneggiati o persi; owiamente non saranno disponibili le modifiche effettuate successivamente all’ultima copia di backup salvata. Esaminiamo i metodi di backup più diffusi:

– il metodo più tradizionale di backup delle informazioni contenuti nell’hard disk consiste nel salvataggio dei dati su un altro hard disk o su un supporto ottico, quale il CD o il DVD. Con questo metodo è necessario l’intervento dell’utente che deve predisporre i supporti di backup e lanciare l’utility. Le tecniche utilizzate sono il metodo incrementale, attraverso il quale sono salvate le modifiche rispetto al backup precedente, e il metodo differenziale, attraverso il quale sono salvate di volta in volta le differenze rispetto al backup completo effettuato all’inizio;

– una tecnica abbastanza diffusa è il salvataggio online dei dati attraverso Internet. Inizialmente veniva utilizzato a questo scopo il servizio di mail, ma nascevano problemi derivanti dall’utilizzo di un servizio progettato per svolgere funzioni diverse da quelle di backup e dalla scarsa garanzia di protezione. Esistono servizi di backup remoto che, sfruttando la notevole velocità di trasmissione degli attuali sistemi di telecomunicazioni, rendono possibile il backup anche dell’intero sistema su un server remoto;

– un’altra tecnica è la memorizzazione di parte o di tutti i dati in un unico file in un formato compresso, normalmente in formato zip, che è poi salvato localmente; se le utilità che utilizzano questa tecnica non masterizzano direttamente il file compresso su un supporto esterno, la memorizzazione su un CD 0 DVD dovrà essere eseguita con un software apposito;

– la tecnica della clonazione è indubbiamente quella che, in caso di malfunzionamento, permette di ripristinare la funzionalità del sistema nel tempo più breve. In questo caso è necessaria la disponibilità di un hard disk aggiuntivo, identico per caratteristiche, sul quale è copiato esattamente, byte per byte, il contenuto dell’hard disk principale. ln caso di blocco dell’hard disk principale, è possibile rimpiazzarlo con il disco di backup;

– molto simile alla precedente è la tecnica dell’imaging, owero la creazione di una copia esatta di una partizione o di un intero disco. Rispetto alla tecnica precedente non è necessario avere un hard disk aggiuntivo, ma l’immagine creata può essere salvata sullo stesso hard disk in una partizione diversa.

Le ultime due tecniche illustrate non possono essere utilizzate per effettuare backup molto frequenti, ma consentono di “congelare” il sistema in uno stato dal quale poter facilmente ripartire.

ll sistema operativo Windows 7 prevede un’utilità di backup alla quale si accede tramite Pannello di controllo/Backup e ripristino. Questa utilità consente di effettuare copie di file di dati scelti in modo automatico dal sistema oppure selezionati dall’utente; il backup può essere pianificato in modo da essere eseguito periodicamente in modo automatico, oppure essere eseguito manualmente. È anche possibile creare un’immagine esat ta di un’unità logica, che contiene il sistema operativo, le impostazioni, le applicazioni installate e i file di dati. Utilizzando la funzionalità Protezione del sistema si possono salvare a intervalli regolari punti di ripristino del sistema, che contengono informazioni utili per recuperare situazioni di malfunzionamento. La procedura guidata accessibile da Pannello di controllo/Backup e ripristino/ Ripristina le impostazioni di sistema o l’intero computer consente di ripristinare tutti i file di un backup, ma anche gruppi o singoli file.



Utilità di partizionamento

Gli attuali hard disk sono dotati di notevole capacità di memoria. Se da un lato indubbiamente questa caratteristica migliora le potenzialità del sistema, dall’altro pone problemi di prestazioni e di organizzazione delle informazioni all’interno della memoria di massa. Le utilità di partizionamento permettono di suddividere l’hard disk in partizioni logiche, che sono viste dall’utente come unità separate. La suddivisione in partizioni rende più semplice il controllo degli accessi ai dati e la gestione del backup dei dati. L’operazione di partizionamento è in ogni caso un’operazione delicata che deve essere eseguita con utilità affidabili dopo aver effettuato, a scopo precauzìonale, una copia di backup. Il partizionamento è sempre eseguito quando il sistema operativo viene installato sull’hard disk.

Utilità di deframmentazione

l file sono memorizzati su unità di memorizzazione di dimensione fissa, denominate cluster. Se il file ha dimensioni maggiori rispetto alla dimensione del cluster, il suo contenuto è suddiviso in porzioni dimensionate al cluster. Per rendere più flessibile la gestione dello spazio disponibile sull’hard disk, i cluster che si riferiscono a uno stesso file possono essere collocati in posizioni non contigue. Quando nel ciclo di vita di un sistema sono awenute numerose cancellazioni e memorizzazioni di file, può presentarsi sulla superficie dell’hard disk una notevole frammentazione, con i cluster che si riferiscono allo stesso file memorizzati in zone dell’hard disk distanti tra loro e lo spazio libero suddiviso in tante piccole porzioni di spazio non contigue. ln questa situazione, per ricostruire il contenuto di un file occorre che le testine di lettura/scrittura del disco effettuino numerosi spostamenti, con un aumento dei tempi di accesso che può peggiorare notevolmente le prestazioni del sistema. Lo scopo delle utilità di deframmentazione è quello di ricompattare lo spazio libero in modo da permettere nuovamente una memorizzazione dei file su cluster contigui.

Utilità di pianificazione

In Windows 7 questa utilità è accessibile da menu Start/Tutti i programmi/AccessorilUtilità di sistema/ Utilità di pianificazione. L’utente può creare e gestire attività che il computer manderà in esecuzione rispettando la programmazione dal|’utente,. che può essere sia riferita a una sola esecuzione sia a una cadenza periodica sia a un evento specifico. Ogni attività può comprendere l’esecuzione di un programma, l’invio di un messaggio di posta elettronica o la visualizzazione di un messaggio.

Utilità di compressione dei file

Le utilità di compressione dei file rispondono all’esigenza di occupare meno spazio possibile sulla memoria di massa. La dimensione dei file è ridotta utilizzando algoritmi che sono classificati in due categorie:

– algoritmi lossles: utilizzano tecniche che mantengono perfettamente l’integrità dei file. Quando i file compattati sono riportati nel formato di partenza, non è persa alcuna informazione e sono identici ai file di partenza;

– algoritmi lossy: utilizzano tecniche di compressione”distruttiva’I perché nell’operazione di compressione sono perse alcune informazioni considerate non necessarie.

Un algoritmo lossless è stato implementato per ottenere il formato zip, forse il più diffuso dei formati compressi, utilizzato perla compressione di qualsiasi tipo di dato. A causa della caratteristica di conservare tutte le informazioni, il formato zip spesso non raggiunge buone percentuali di compressione con particolari tipologie di file, come per esempio i file grafici, audio o video, ma è molto adatto perla compressione di file di testo. Nel caso dei file grafici, audio o video, si utilizzano algoritmi lossy, perché alcuni dati possono essere omessi senza pregiudicare il senso globale dell’informazione. I formati più utilizzati sono in questo caso i formati MPEG per i file video, MP3 per i file audio e JPEG per le immagini. La percentuale di compressione dei file audio è eccellente, arrivando a ottenere file che hanno una dimensione pari a un ventesimo di quella del file originale. Con l’utilità di compressione fornita da Windows 7 è possibile comprimere più file in un unico archivio; spesso questa opzione è utilizzata per allegare a una mail un solo archivio che contiene più file. Per creare una cartella di file compressi in Windows 7, occorre selezionare i file e fare clic con il tasto destro del mouse. Nel menu contestuale bisogna selezionare Invia a Cartella compressa e quindi rinominare la cartella.

Antimalware

I programmi di utilità antimalware sono indispensabili per proteggere le risorse software del sistema dai malware che possono potenzialmente infettare il sistema. Esaminiamo brevemente i programmi che consentono di proteggere il sistema da virus e da spyware.

Si definìsce malware un qualsiasi software creato con il solo scopo di causare danni più o meno gravi al computer su cui viene eseguito. il termine deriva dalla contrazione delle parole inglesi malicious e software e ha dunque il signìficato letterale di programma malvagio.

Nell’uso comune il termine virus è utilizzato come sinonimo di malware; i virus sono composti da un insieme di istruzioni che si diffondono copiandosi all’interno di altri programmi, o in una particolare sezione del disco fisso, in modo da essere eseguiti ogni volta che il file infetto è aperto. Principalmente un virus esegue copie di se stesso spargendo l’epidemia, ma può avere anche altri compiti molto più dannosi acancellare o rovinare dei file, formattare l’hard disk, far apparire messaggi, disegni o modificare l’aspetto del video ecc.).

Uno spyware è un tipo di software che raccoglie informazioni riguardanti l’attività on line di un utente (siti visitati, acquisti eseguiti in rete ecc.) senza il suo consenso, trasmettendole tramite Internet a un’organizzazione che le utilizzerà per trarne profitto, solitamente attraverso l’invio di pubblicità mirata. In un senso più ampio, il termine è spesso usato per definire un’ampia gamma di malware dalle funzioni più diverse, quali l’invio di pubblicità non richiesta (spam), la modifica della pagina iniziale o della lista dei Preferiti del browser, oppure attività illegali quali la redirezione su falsi siti di e-commerce. Gli spyware, a differenza dei virus e dei worm, non hanno la capacità di diffondersi autonomamente, quindi richiedono l’ìntervento dell’utente per essere installati.



Programmi antivirus

L’azione compiuta dai programmi antivirus è quella di verificare il contenuto della memoria centrale e i file che arrivano dai supporti rimovibili e dalla rete Internet, sia attraverso la navigazione nel Web sia attraverso gli allegati dei messaggi di posta elettronica. Nel caso in cui il programma scopra un virus all’interno di un file, le alternative possibili sono:

– l’eliminazione del virus dal file infetto;

– la messa in quarantena del file, cioè il suo trasferimento in una cartella apposita. Questa azione è eseguita quando non è possibile ”disinfettare” il file, che è quindi temporaneamente trasferito in un’area sicura in attesa di aggiornamenti dell’antivirus che consentano di eliminare il virus;

– la cancellazione del file quando non è possibile eseguire le due azioni precedenti.

Un programma antivirus comprende diversi moduli:

– il motore, cioè il programma che ricerca i file infettati: un virus è ricono- sciuto all’interno di un file perché è costituito da una sequenza di byte che costituisce il codice del virus, detto pattern o firma del virus;

– il file che contiene le firme dei virus conosciuti: confrontando il contenuto

di questo file con i file esaminati, il motore è in grado di rilevare i pattern dei virus;

– un modulo residente in memoria centrale che richiama il motore affinché esegua una scansione quando awengono delle modifiche nei file o nelle aree di memoria;

– un modulo che effettui periodicamente dalla rete gli aggiornamenti del file delle firme e dei programmi dell’antivirus.

Un programma antivirus è efficace quando i file che lo costituiscono sono mantenuti costantemente aggiornati per impedire che nuovi virus possano infettare il sistema; per questo motivo è indispensabile attivare la modalità di aggiornamento automatico (Live Update).

Programmi antispyware

Windows 7 include Windows Defender, un software in grado di rilevare la presenza di uno spyware. L’analisi di rilevamento può essere completa, cioè effettuata su tutti i file degli hard disk collegati, oppure personalizzata su aree ritenute dall’utente a rischio di infezione; i file evidenziati dall’analisi possono essere eliminati automaticamente. Nel caso in cui si desideri utilizzare un software rimosso non correttamente da Defender, è possibile creare punti di ripristino, che consentono di recuperare le impostazioni del sistema e quindi anche i file inawertitamente cancellati. Per aumentare la sicurezza del sistema, è consigliabile pianificare l’esecuzione periodica di Defender e l’aggiornamento delle definizioni, cioè dei file che contengono le caratteristiche degli spyware conosciuti.

Utilità varie

Esistono molti altri programmi di utilità, che presentano funzionalità effettivamente interessanti o che semplicemente hanno lo scopo di rendere più gradevole I’ambiente di lavoro. Vediamone alcuni:

– utilità per il recupero dei file cancellati: quando si cancella un file, esso è trasferito nel Cestino, un’area temporanea presente sulla partizione dove è installato il si- stema. È possibile ripristinare il file nella posizione originale aprendo il Cestino, selezionando il file da ripristinare e, dopo aver aperto il menu contestuale con il tasto destro, selezionando Ripristina. L’operazione Svuota il cestino cancella tutti i file contenuti: in realtà il sistema operativo non distrugge fisicamente il contenuto dei settori occupati dall’archivio, ma semplicemente contrassegna come libere le aree di memoria di massa che sono state “eliminate”. Nel caso in cui su queste aree non siano ancora stati memorizzati altri dati, è possibile recuperare il contenuto precedente. Questautilità non è fornita dal sistema operativo; alcuni programmi che la realizzano, oltre a indicare l’effettiva possibilità di recupero del file erroneamente eliminato, sono in grado di recuperare i file indipendentemente dal file system;

– utilità per la visualizzazione di file: i visualizzatori di file consentono l’accesso in lettura a file di diverso formato, anche senza la disponibilità del programma che ha creato i file. La visualizzazione in sola lettura dà anche l’opportunità di pren- dere visione di file”sospetti” senza rischiare infezioni di virus o worm;

– utilità perla cattura di schermate: questi strumenti sono utili per memorizzare in file di tipo grafico intere schermate video, oppure il contenuto di singole fine- stre o aree che è possibile selezionare circoscrivendole con l’aiuto del mouse; sono utilizzati per esempio quando si scrivono manuali o si presentano le fun- zionalità di un sistema operativo o di un applicativo;

– utilità perla personalizzazione del desktop: permettono la definizione di nume- rose caratteristiche del desktop, dalla disposizione e formato delle icone, alle immagini da utilizzare come sfondo o come screensaver. La personalizzazione del desktop, con relativo salvataggio della configurazione, rende l’ambiente di lavoro più piacevole, ma soprattutto permette al singolo utente la disposizione degli elementi della scrivania in modo da favorire una maggiore razionalizza- zione e personalizzazione del lavoro.



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