Il Sunnismo

Sunnismo,orientamento nettamente maggioritario dell’Islam – circa il 90% dell’intero mondo islamico – che prende il suo nome dal termine arabo “Sunna” (consuetudine), riferita al profeta dell’Islam Maometto e ai suoi Ṣaḥāba (Compagni).

Nato dopo lo sciismo nella discussione teologica islamica,il Sunnismo si differenzia essenzialmente dallo Sciismo (organizzatosi come dottrina prima del Sunnismo) per il suo netto rifiuto di riconoscere la pretesa degli Sciiti che la guida della Comunità islamica (Umma) dovesse essere riservata alla discendenza del profeta Maometto attraverso sua figlia Fāṭima bt. Muhammad e suo cugino ʿAlī ibn Abī Ṭālib.

La questione della guida:

Secondo il Sunnismo invece alla guida politica e spirituale (non strettamente religiosa però) della Comunità poteva accedere qualunque musulmano pubere, di buona moralità, di sufficiente dottrina e sano di corpo e di mente. Il fatto di essere Meccano o, almeno, Arabo, era un elemento preferenziale ma non essenziale.
Sotto questo profilo il Sunnismo respingeva quindi decisamente la pretesa dei kharigiti che la guida della società islamica fosse riservata al migliore dei credenti: qualità difficile da individuare e ancor più difficile da mantenere, perché un semplice peccato, anche non grave, avrebbe fatto perdere tale qualità all’Imam (“Guida”, ma intesa qui come sinonimo di califfo) e lo avrebbe fatto decadere dal suo supremo ufficio.

Le differenze politiche furono mascherate dalla discussione teologica riguardante chi potesse essere qualificato musulmano e la natura del peccato, se esso cioè fosse o meno in grado di far perdere la qualifica di credente.

Il riferimento tradizionale dei sunniti in materia di califfato è l’esempio dei “Califfi ben guidati”, cioè i primi quattro dopo Maometto (Abu Bakr, Omar, Othman e Ali). Da notare che tutti e quattro furono eletti (da una ristretta cerchia di notabili) e quindi il Sunnismo avrebbe in teoria se non in pratica una predilezione per la democrazia.

La questione del peccato:

I primi a riflettere sulla questione del peccato e della qualifica di musulmano (muslim), di empio (fāsiq), di miscredente (kāfir) e di ipocrita (munāfiq) — chi si atteggia cioè per convenienza a musulmano non condividendone però nel profondo il portato — furono dunque i kharigiti, allontanatisi dal resto dei musulmani contendenti nella battaglia di Siffin che contrappose il quarto califfo ʿAlī ibn Abī Ṭālib al governatore di Siria Muʿāwiya ibn Abī Sufyān. Rispetto alla rigida convinzione del Kharigismo dove si affermava che il peccato facesse perdere la natura di vero credente, i Sunniti affermarono invece la loro convinzione che il peccato non facesse decadere il musulmano dalla sua condizione di credente, ma che egli si venisse a trovare in una condizione “mediana” fra la posizione del miscredente e quella del musulmano fintanto che la consapevolezza di aver peccato, il suo pentimento e l’implorazione di perdono rivolta sinceramente a Dio non lo riportassero alla condizione di vero credente.

È in questo contesto dottrinario e politico che la maggioranza dei musulmani non kharigiti, sciiti o muʿtaziliti volle darsi un’identità religiosa precisa abbracciando il pensiero del giurista e teologo Ahmad ibn Hanbal al quale si deve il conio dell’espressione “Ahl al-sunna wa l-jamāʿa” (gente che segue la tradizione [del profeta Maometto] e che vuole restare unita, evitando le scissioni dal corpo unico della Umma).

Tra i sunniti (che progredirono grazie agli scritti, tra gli altri, di al-Ashʿarī, dell’Imām al-Haramayn al-Juwaynī e di al-Baqillānī) si riconoscono le quattro scuole giuridiche (madhhab, pl. madhāhib) del hanafismo, malikismo, sciafeismo e hanbalismo.
Tra Sunnismo e Sciismo, con l’andar del tempo, si sono create differenze in campo puramente giuridico (ad es. il cosiddetto “matrimonio a termine” è ammesso dallo Sciismo ma non dal Sunnismo), ma tali differenze non hanno mai intaccato la consapevolezza di aderire a un comune assetto dogmatico. Sunniti e Sciiti si ritengono quindi vicendevolmente musulmani a pieno titolo (pur restando ognuna delle parti convinta che l’altra parte sia in errore sulla questione dell’imamato), mentre entrambi considerano senz’altro eretico il Kharigismo.

I Sunniti sono maggioranza in Egitto e nel Maghreb,in Arabia Saudita,in Palestina e in Medio Oriente,in Indonesia ed in India Afghanistan.

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